Vi ricordate del sovescio?

Abbandonato da tempo immemore in agricoltura intensiva, negli ultimi anni, il sovescio sta conquistando a poco a poco una piena rivalutazione negli orti famigliari, soprattutto, in agricoltura biologica. Reo di richiedere un po’ più di tempo e spazio, rispetto alle normali concimazioni, questo metodo può, tuttavia, vantare un ricco carnet di pregi. Di cosa si tratta? Con il termine sovescio si intende l’interramento di determinate colture adatte ad aumentare e mantenere la fertilità del terreno. Una vera e propria concimazione verde. Le piante coltivate per il sovescio andranno interrate, alcune appena prima, altre durante la fioritura. In questo modo si otterrà una riduzione dei fenomeni erosivi del terreno, un rilascio di azoto nitrico ed un aumento di materia organica. Settembre e ottobre sono i mesi ideali per eseguire questa concimazione verde. In questi mesi dell’anno, infatti, il terreno si presta ad una grande attività biologica a vantaggio delle radici, ma soprattutto, della flora microbica del terreno così da garantire, in primavera, la massima crescita fogliare.Cosa vi proponiamo per il sovescio? In negozio da noi potrete trovare, venduti sfusi a chilo, il favino, la veccia sativa e la villosa (preferibile per le semine autunnali) i lupini e il rafano, quest’ultimo in confezioni da 100 grammi. Quale scegliere? Ecco qualche indicazione di massima. Sappiate che il favino è una pianta annuale, a rapido sviluppo e a portamento eretto. I suoi fiori sono appariscenti, lunghi circa 25 mm, la corolla ha petali bianchi e violacei, quasi sempre, con una macchia nera al centro. Va seminato a inizio autunno, in modo da permettergli un buon sviluppo prima dei freddi invernali. In primavera, quando la pianta sarà in piena fioritura, andrà, infine, arata interrando tutta la parte verde.

Una pianta di favino

Una pianta di favino

La veccia villosa è preferibile alla sativa per le concimazioni autunnali perché, a differenza di quest’ultima, non patisce le basse temperature. La villosa è una pianta a portamento prostrato, idonea per terreni sabbiosi che, però, si adatta bene anche a quelli argillosi. Viene, normalmente, usata in consociazione con graminacee, come l’avena. E’ anche utilizzata come foraggio e può essere affienato. I suoi fiori sono raccolti in spighette violacee, molto decorative.

Spighe fiorite di Veccia villosa

Spighe fiorite di Veccia villosa

Per quanto riguarda i lupini l’unica specie che meglio si adatta ai nostri climi è quella del lupino bianco. Solo questa varietà, infatti, è in grado di resistere al freddo tanto da poter essere seminato in autunno in Italia, tollerando, poi, bene il calore e la siccità che incontra nella fase di maturazione.La pianta ha un portamento eretto che può raggiungere il metro e mezzo di altezza.I fiori sono bianchi, grandi, vistosi, riuniti in racemi sulla parte terminale del fusto e delle ramificazioni.

Il fiore di lupino bianco

Il fiore di lupino bianco

A voi la scelta.

Per ulteriori chiarimenti, veniteci a trovare in negozio, saremo a vostra disposizione.

 

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