La Piralide del Bosso non è invincibile!

Da quando, nel 2011, la Cydalima Perspectalis ha deciso di stabilirsi nel nostro Paese, in pochi anni, ha saputo diventare protagonista assoluta dei peggiori incubi di ogni giardiniere. Molte fandonie sono state scritte e pronunciate per motivare l’improvvisa predilizione di questo elegante bruco per le foglie di Bosso, fino ad ora, raramente attaccate da insetti fitofagi o da malattie fungine. Si è perfino ipotizzata un’arbitraria variazione nei gusti alimentari di questo verde vermicello che negli anni pareva essersi comportato morigeratamente cibandosi, esclusivamente, di foglie di cavolo o di rosa. Forse non tutti immaginano, però, che di lepidotteri fitofagi ce ne sono diverse famiglie, ognuna con insetti dalle abitudini comportamentali a volte anche molto diverse tra loro. La Cydalima in particolare appartiene alla nutrita famiglia dei Piralidi. Si tratta di un lepidottero “globtrotter”, che, originario dell’Asia, si è ritrovato accidentalmente, in Europa trasportato su piante di Bosso infette. Prima in Germania nel 2007, poi diffuso nelle principali capitali europee fino a giungere in Lombardia, appunto nel 2011. La Cydalima, ormai conosciuta da tutti come Piralide del Bosso, è diventata un’incubo proprio perché ingorda divoratrice di questa nobile e antica pianta ornamentale, incontrastata regina del giardino all’italiana. Tuttavia anche questo piccolo bruco, verde in livrea nera, non è invincibile e conoscendo le sue abitudini, può facilmente essere tenuto a bada. L’insetto si riproduce in 2/3 generazioni all’anno. Le uova vengono deposte, a partire dal risveglio primaverile, in gruppi di 10/20, parzialmente sovrapposte, l’una sull’altra, nella pagina inferiore delle foglie. La fase successiva del loro ciclo vitale è lo stadio larvale. E’ in questo momento che, pressappoco da Aprile a Maggio, le larve iniziano a nutrirsi del fogliame del Bosso. Quelle appena nate si nutrono della pagina inferiore, le larve mature si cibano dell’intera lamina fogliare lasciando intatta solo la nervatura. Finite le foglie questi affamati lepidotteri passano, quindi, alla corteccia verde dei rami. Ne consegue un deperimento della pianta che, seccando completamente, assume velocemente un colore brunasto. Dopo quattro settimane di alimentazione dissennata la Cydalima si impupa in bozzoli seriacei biancastri, nascosti tra le foglie. Dalle crisalidi fuoriusciranno infine farfalle con una apertura alare di 4 cm bianche con bande marroni. È questo lo stadio ultimo: gli adulti. Per tenere sotto controllo l’infestazione di Cydalima sarà, quindi, assolutamente necessario osservare costantemente le proprie piante di Bosso. Infatti, solamente intervenendo, repentinamente, alla vista dell prima attività del lepidottero, si potrà contenerne la voracità. Piu’ l’arbusto sarà intaccato, meno facile sarà la risoluzione del problema. La lotta, allora, soprattutto in caso di infestazioni di media, grande entità dovrà essere congiunta sia con metodi biologici che con prodotti di sintesi. Sarà necessario penetrare nel fitto dei rami con la canna della pompa irroratrrice cosi’ da bagnare completamente la superficie e la pagina inferiore delle foglie, rami e corteccia. Sulle giovani larve, soprattutto appena nate, sarà particolarmente efficace effettuare ripetuti trattamenti con il Bacillus Thurigiensis, 2 o 3 volte all’anno, in corrispondenza della schiusura delle uova. Un’azione che potrebbe essere sufficiente se fatta nel giusto momento. Tuttavia, essendoci, normalmente, più generazioni in movimento su un singolo arbusto, sarà necessario integrare la lotta. Allora, una volta al mese, dai primi di giugno sino a fine settembre, in presenza di infestazione, sarà fondamentale trattare le piante attaccate con prodotti a base di Deltametrina oppure Clorpirifos o meglio ancora Deltametrina + Clorpirifos o ancora Cipermetrina + Clorpirifos. Sarà inoltre buona norma abbinare i trattamenti con copiose concimazione alla radice, così da aiutare la pianta nel ricaccio di foglie nuove. E’imprescindibile tener presente che i trattamenti su arbusti sani sono totalmente inutili perché privi di azione preventiva ed anzi, altamente controproducenti da un punto di vista ecologico. Ora la Cydalima dorme, svernando in forma di larva in un bozzolo tessuto, con grande cura, ai primi freddi e ogni trattamento risulterebbe scarsamente efficace per l’impenetrabilità del giaciglio per il lungo riposo invernale. La lotta riprenderà in Primavera.

Piralide del Bosso

Piralide del Bosso

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